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Imprenditoria sociale e sfide globali

SULL’ISOLA DI SAN SERVOLO A VENEZIA QUATTRO GIORNATE DI FORMAZIONE E SCAMBIO

San Servolo è un’isola che galleggia sulla laguna: uno dei posti più a rischio (così come tante altre isole nel mondo) con la crisi climatica in atto e quindi luogo significativo in cui discutere i temi scelti per l’edizione 2021.

San Servolo è luogo simbolo dell’inclusione. Per molti anni sede del manicomio, dopo la chiusura delle strutture psichiatriche, ospita ora il museo della follia, voluto dalla Fondazione Basaglia. Un’isola quindi che da luogo di reclusione si è trasformata spazio d’inclusione.

Abbiamo deciso, come Rigenera, di venire qui, nella stupenda Venezia, per partecipare al Social Enterprise Open Camp 2021 che è ormai da anni il punto di incontro fra saperi a servizio dell’impresa sociale con la partnership e il contributo di imprese leader nei propri settori industriali, partner accademici di rilievo e testimoni autorevoli. Unico nel suo genere, è stato ideato per permettere alle realtà del terzo settore e alle imprese ad impatto di crescere grazie all’interlocuzione con i protagonisti dell’imprenditoria sociale, dell’industria e della finanza, in una modalità formativa immersiva, declinata in sessioni plenarie, workshop, incontri e testimonianze.

Il tema di quest’anno “Planet & People” ci riguardava proprio da vicino perché aveva l’obiettivo di concentrare la propria attenzione sul ruolo delle imprese in relazione alle sfide della contemporaneità, diventate ancora più grandi e complesse in seguito alla drammatica emergenza globale- legata al covid19- inimmaginabile sino a pochi mesi fa e che sta ridisegnando dimensioni socio-economiche su scala planetaria. In questi quattro giorni di intensi lavori siamo stati chiamati a ragionare su come sia possibile far fronte alle crisi climatiche, salvaguardare il pianeta e al contempo promuovere l’imprenditoria, produrre profitto economico e cercare risposte sostenibili alle urgenze e necessità emerse nei mutati scenari.

Perché era importante per noi esserci?

  • perché è importante dal nostro punto di vista il dialogo con realtà che lavorano nella tua stessa area, in aree complementari o anche in aree diverse, con modalità simili o anche diverse: il dialogo è fondamentale per far girare le idee, aprire a nuove strade e provare a migliorare. Abbiamo ascoltato le testimonianze di chi concretamente ha scelto di mettersi in gioco con esperienze innovative in ogni luogo del pianeta, anche nei contesti dove è più difficile farlo, con grande tenacia e determinazione.
  • perché è importante la tematica, perché la salvaguardia delle persone e del pianeta è ciò che ci spinge a fare agricoltura biologica – che cura il pianeta – e sociale – che cura le persone.
  • perché è importante imparare a mettere in atto strategie che permettano di superare i momenti di instabilità: riuscire, in un contesto avverso, a reagire in modo da uscirne non semplicemente vivi, ma modificati e rafforzati
  • perché è importante capire che è solo attraverso lo sforzo condiviso che qualcosa può essere cambiato rispetto alle sfide globali di questo secolo. Società civile, enti del Terzo settore, attori economici di ogni genere, attori pubblici: tutti concorriamo per il raggiungimento degli obiettivi che forzatamente oggi dobbiamo porci.

Svuotando lo zaino, stasera, ci siamo resi conto di non aver avuto nemmeno il tempo per comprare un souvenir di Venezia… I ritmi intensi di lavoro hanno fagocitato tutte le nostre energie e la nostra capacità di concentrazione. Quello che però ci portiamo a casa è molto di più di una gondola in miniatura da riporre su una mensola a prendere polvere: tanto entusiasmo, una maggiore consapevolezza di come stanno le cose nel mondo, la voglia dei giovani di cambiare rotta concretamente e velocemente, le storie di tanti uomini e donne che stanno mettendo in gioco la loro vita per migliorare quella di tante altre persone che vivono attorno a loro, specialmente nei paesi più poveri.

Tempo fa, proprio in preparazione al Social Enterprise Open Camp di San Servolo, gli organizzatori ci invitarono a realizzare una diretta dall’azienda agricola di Rigenera per raccontare la nostra storia usando tre parole, le famose “tre p”: prodotti, progetti, principi. Alla fine della chiacchierata gli intervistatori si resero conto che, per far funzionare tutto erano necessarie altre “tre p”: passione, pazienza e pazzia. 

Passione, pazienza e pazzia ne abbiamo respirata tanta a San Servolo e siamo grati di sentirci parte di questa comunità più grande che, in ogni parte del mondo, stasera disfando lo zaino non avrà una gondola da riporre su uno scaffale, ma un nuovo zaino da preparare. Perché domani si torna in campo a dare concretezza ai sogni.

Grazie alla Cooperativa Nazareth che ci ha permesso di partecipare a questa utilissima esperienza.

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