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Il viaggio delle verdure

Quanti chilometri hanno percorso le verdure che acquistate prima di arrivare nel vostro piatto?

In una recente ricerca Coldiretti ha calcolato che il pasto di un italiano ha percorso mediamente 1900 km, per camion, nave o aereo, dalla località di provenienza prima di arrivare nel piatto del consumatore. In termini energetici potremmo dire che ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas.

Cosa possiamo fare in prima persona per accorciare questa strada?

  1. Provare a coltivare un piccolo orto nel giardino di casa, o anche sul balcone. Non sarà certamente sufficiente per rifornire le nostre tavole tutto l’anno, ma ci aiuterà a crescere nella consapevolezza che cambiare le cose è anche nostra responsabilità; sarà anche una bella soddisfazione veder crescere le verdure, raccoglierle e gustarle;
  2. Scegliere sempre di più prodotti a Km 0.

Ortaggi dell’orto e a Km 0 sono quindi quelli che provengono o dal nostro giardino o da luoghi vicini a casa nostra, e che dunque fanno un viaggio più breve per passare dal produttore al consumatore.  Acquistare a Km0 (o in filiera corta) non è altro che tornare a fare la spesa come la facevano i nostri nonni, in un’epoca in cui il trasporto aereo aveva costi proibitivi, e non esisteva l’e-commerce.

Cosa ci guadagniamo?

Prodotti di migliore qualità: i prodotti a km 0 sono di stagione, conservano intatte le loro proprietà nutritive, e non subiscono i danni dello smistamento tra negozi e scaffali.
Niente conservanti: il sapore dei prodotti a Km 0 non è influenzato da pesticidi o additivi chimici;
Risparmio economico: i prodotti a km 0 costano meno, perché nella giusta stagione sono abbondanti, e non sono gravati da costi di trasporto e dall’interposizione di intermediari che aumentano il costo dei prodotti stessi.
Scelta etica: comprando prodotti a km 0 sostieni le aziende locali e i piccoli artigiani, e rispetti l’ambiente (meno imballaggi e plastica).
 

Cosa ci perdiamo? O meglio: cosa dobbiamo essere disposti a perdere?

Sicuramente dobbiamo essere pronti a perdere l’abitudine di comprare, cucinare e mangiare quello che vogliamo, quando vogliamo, ad esempio le fragole in inverno e il cavolfiore d’estate! Se ci pensiamo un attimo, ci rendiamo conto che questo è possibile perché la grande distribuzione, è in grado di far arrivare nelle nostre case qualsiasi ortaggio, recuperandolo da ogni parte del pianeta, con notevoli costi: trasporti più lunghi, maggiore costo economico, minore integrità, maggiore possibilità che le merci siano trattate con agenti chimici per presentarsi bene anche dopo giorni e giorni di viaggio e di stoccaggio in cella.

Gli ortaggi e la frutta di RIGENERA: prodotti e scelti con cura e proposti con trasparenza

Non è difficile rendersi conto che, nonostante gli sforzi di affinare sempre più la programmazione delle nostre coltivazioni, non sempre riusciamo a garantire autonomamente un paniere ricco di prodotti di stagione.

Per questo abbiamo deciso di selezionare alcuni produttori che collaborano stabilmente con noi e che ci permettono di recuperare produzioni fresche e conservate tipiche di altri territori o di integrare le nostre quando la richiesta resta alta, ma il nostro orto non è in grado di soddisfarla.

In particolare:

  • Gli agrumi: clementine, mandarini, arance, limoni, pompelmi, satsuma arrivano direttamente da Tropea dall’Azienda Agricola Toraldo. Li ordiniamo il martedì, vengono raccolti dal mercoledì al venerdì e spediti il sabato, per giungere a Cremona il lunedì successivo. Questo è possibile grazie alla collaborazione con altre cooperative, con cui acquistiamo “in gruppo”.
  • I kiwi, da agricoltura integrata, arrivano da Bergamo, dall’Azienda Agricola Micheletti. Anche in questo caso, facciamo un acquisto di gruppo.
  • Le mele, finché sono disponibili, arrivano da Casteldidone, dall’Azienda Agricola Maffezzoni; poi dal Trentino, dall’Azienda Maso del Gusto, pioniera nell’Agricoltura Biologica in Italia. Meffezzoni è il nostro fornitore di pesche ed asparagi.
  • Le pere ci giungono dall’Azienda Agricola Lavacchiello, di Asola
  • Patate ed altri ortaggi invernali vengono acquistati dal Consorzio Val di Gresta – in Trentino – che è in grado di tracciare, cassetta per cassetta, la provenienza aziendale di ogni ortaggio richiesto.
  • Meloni ed angurie sono prodotti a Casalbellotto nell’Azienda Agricola del giovane Lorenzo Cavalli, che continua l’attività iniziata da suo papà Valter.

Il resto degli ortaggi e della frutta non di nostra produzione (ricordiamo soprattutto le carote, le ciliegie, le albicocche ed il resto della frutta estiva), proviene dal territorio della provincia di Piacenza e di Mantova: in qualche caso si tratta di produttori non certificati, ma che garantiscono serietà nelle coltivazioni. Quando non sono disponibili sul territorio, ricorriamo al circuito del biologico.

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