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Un’economia solidale per combattere il caporalato… anche a Cremona

Nazareth impegnata in un progetto di contrasto al caporalato, molto diffuso anche nelle campagne cremonesi

Poco tempo fa vi abbiamo proposto un’inchiesta del quotidiano la Repubblica sul caporalato in agricoltura (https://www.rigeneracremona.it/i-dannati-inchiesta-sul-caporalato-in-italia/) che è stato accolto con grande interesse.
Oggi ci piacerebbe continuare l’approfondimento su questo tema dato che ci tocca da vicino…e non solo perché ci occupiamo di agricoltura. Ci tocca da vicino perché la cooperativa Nazareth aderisce ad un progetto del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione denominato F.O.R.M.A. – Formazione Opportunità e Risorse per Migranti in Agricoltura. Si occupa proprio di contrasto al caporalato agricolo che anche nel nostro territorio è un fenomeno importante in dimensioni.

 

Basti pensare che sono stimate in circa 400 mila le persone interessate in tutta Italia, di cui oltre l’80% sarebbero persone migranti. Nella sola Lombardia si conterebbero circa 23mila persone straniere impiegate irregolarmente nel settore agricolo: è chiaro che i numeri potrebbero essere anche più alti, data l’impossibilità di reperire dati certi. Come si legge nel testo del progetto « Secondo le stime del “Quarto Rapporto Agromafie e Caporalato”, del totale dei lavoratori stranieri in Italia il 16,5% ha un rapporto di lavoro informale (67.000 unità) e il 38,7% ha una retribuzione non sindacale (157.000 unità). In gravi casi di sfruttamento, alcuni lavoratori migranti percepirebbero addirittura un salario di 1 euro l’ora ». I numeri sono preoccupanti, la Lombardia registra il 7% degli arresti e delle denunce per caporalato, superata da Sicilia, Toscana, Puglia, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto. È un fenomeno trasversale che trova spazio in ogni lato d’Italia, non interessa solo le regioni meridionali, come alcuni potrebbero pensare.

 

Il progetto, nel quale vengono coinvolte le cinque regioni Lombardia, Piemonte, Marche, Liguria e Val d’Aosta, si propone principalmente di:

  1. produrre cambiamenti nelle condizioni di vita dei lavoratori migranti impiegati in agricoltura, attraverso percorsi personalizzati di emersione dalle condizioni di irregolarità e vulnerabilità, con assistenza legale, supporto all’integrazione e percorsi di inserimento lavorativo. Presso il Civico 81 è attivo uno sportello per coloro che si trovano in una situazione di rischio di sfruttamento lavorativo e cercano un supporto. Ogni martedì e giovedì, dalle 08:00 alle 13:00, il nostro collega Andrea è a disposizione per ascoltare, orientare e dare informazioni.Oltre ad Andrea, le nostre colleghe Antinisca e Pepa sono impegnate in attività di orientamento ed accompagnamento delle persone che si rivolgono allo sportello per chiedere aiuto: dall’ascolto alla presa di coscienza della necessità di cambiare rotta, passando dalla soluzione dei piccoli/grandi problemi quotidiani (la casa, la ricerca di un lavoro regolare e di una maggiore autonomia), alla possibilità di meglio spendersi nel mondo del lavoro grazie a percorsi formativi ad hoc (italiano, formazione professionale, ecc…).
  2. realizzare azioni di sensibilizzazione affinché migliori la conoscenza del fenomeno e gli imprenditori agricoli si rendano conto del valore sociale ed economico di comportamenti corretti dal punto di vista amministrativo, giuridico ed etico. In queste azioni siamo coinvolti anche noi di Rigenera, a cui è stata affidata l’animazione del territorio rispetto ai temi dell’economia solidale: non basta, infatti, far emergere i fenomeni negativi e problematici per combatterli. È necessario far conoscere e valorizzare tutto quello che di buono già si fa in agricoltura nel nostro territorio, aiutando i cittadini ad aumentare la propria consapevolezza rispetto a ciò che acquistano, dove lo acquistano e quale tipo di economia favoriscono con la loro spesa quotidiana.

F.O.R.M.A. sta mettendo sempre più in evidenza come il fenomeno del caporalato sia strettamente connesso alle nostre scelte di consumo quotidiane e come non siano sufficienti le azioni di contrasto e le sanzioni per porre fine allo sfruttamento dei lavoratori, soprattutto in agricoltura.
E se siete arrivati a leggere fino a qui, vuol dire che la vostra scelta l’avete già fatta, nella direzione giusta!

 

I BUONI DI CA’ DEL FERRO SBARCANO A LATTERIA SORESINA!
I prodotti dei Buoni di Ca’ del Ferro si trovano in vendita da qualche giorno anche nei negozi di Piadena e Soresina della Latteria Soresinese. Grande e storica Cooperativa del territorio, la Latteria Soresinese ci ha dato questa grande opportunità di farci conoscere ed apprezzare anche dalla clientela che ogni giorno passa dai due dei quattro negozi aperti in provincia di Cremona.
Questo è un esempio concreto di come si possano mettere in moto collaborazioni virtuose tra aziende del settore agroalimentare che valorizzano la responsabilità sociale: i grandi che scommettono sui piccoli e sui fragili dando spazi di visibilità, ed i piccoli che sorprendono i grandi con la qualità dei loro prodotti, frutto del buon lavoro.
Ringraziamo la Latteria Soresina ed il suo presidente Tiziano Fusar Poli per aver scommesso su di noi.

 

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